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Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna

 

 

Cinque giorni di cammino dal mare agli appennini, lungo la bellissima Valmarecchia, con i suoi paesaggi: il fiume, i boschi, e gli antichi borghi fortificati, arroccati sulle aspre rupi che caratterizzano il panorama.
La storia di questi luoghi è indelebilmente segnata dal passaggio di Francesco. Da subito sorsero insediamenti conventuali di frati e monache Clarisse, alcuni dei quali tutt’oggi esistenti e punti di riferimento culturale e spirituale per le popolazioni della zona. La Valmarecchia ha dato anche i natali a personaggi importanti della storia francescana, tra i quali: Guido da Montefeltro, valoroso condottiero ghibellino che, dopo la conversione pentitosi divenne poi frate e morì nel convento di Assisi; il Beato Fra’ Matteo da Bascio, fondatore dell’Ordine dei Cappuccini; il Servo di Dio P. Francesco Orazio Olivieri della Penna, missionario in Tibet.
La presenza francescana in queste terre è tutt’oggi diffusa e la tradizione religiosa che ne scaturisce è viva nella cultura delle popolazioni. Saranno dunque cinque giornate di cammino ma anche di incontri con testimoni del passato e del presente.

 

La partenza del Cammino di San Francesco a Rimini

Ci siamo dati appuntamento alle 10,30 davanti al Duomo di Rimini, provenienti da varie parti della Romagna e delle Marche. Improvvisata e quanto mai gradita visita guidata del Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi al Crocifisso di Giotto custodito nell'abside del Duomo; ai piedi del Crocifisso il vescovo ci ha dato la sua benedizione e siamo partiti alla volta del Santuario delle Grazie, sui colli di Rimini, dove F.Antonio ci ha illustrato la storia della chiesa e dei miracoli legati alla Madonna delle Grazie. Quindi una breve visita ai tesori del piccolo museo missionario, ricco di testimonianze della religiosità e della cultura dei popoli orientali che i missionari francescani hanno incontrato nei loro 800 anni di storia.

Lasciato il Santuario delle Grazie abbiamo intrapreso il cammino verso La Verna. Abbiamo percorso una tappa al giorno, passando per i luoghi toccati da San Francesco e i suoi compagni nel loro peregrinare. Abbiamo incontrato testimoni di questa storia: al Convento di S.Croce a Villa Verucchio P.Bruno ci ha raccontato della tradizione del passaggio di San Francesco e la bella storia del cipresso centenario. Qui abbiamo pernottato nella foresteria.

 

La seconda tappa del Cammino: San Francesco trova riparo a Sant'Igne e a San Leo ebbe in dono il monte della Verna

Il secondo giorno siamo partiti alla volta di San Leo, con una breve deviazione per un veloce passaggio nel centro di Verucchio. Lungo il percorso una sosta davanti al Santuario della Madonna di Saiano, sulla riva sinistra del marecchia. A Sant'Igne, poco prima di giungere a San Leo, è stato possibile visitare il convento sorto pochi anni dopo nel luogo dove Francesco si riparò la notte tra il 7 e 8 maggio 1213: forse allora era solo un accampamento di pastori, ma su una pietra oggi conservata al museo è incisa la data dell'anno 1244. Oggi è un bellissimo luogo di pace, solo in parte restaurato, ma aperto solamente da aprile a settembre per la messa prefestiva del sabato.

Anche a San Leo siamo entrati in un luogo normalmente non aperto al pubblico: la stanza all'interno di Palazzo Nardini dove avvenne l'incontro tra San Francesco e il Conte Catani di Chiusi, a seguito del quale il conte donò al Santo il Monte della Verna. Era l'8 maggio 2013, a San Leo si festeggiava per l'investitura a cavaliere del figlio del signore locale ed erano presenti molti nobili tra cui il Conte Catani. San Francesco parlò nella piazza suscitando al conte il desiderio di un incontro privato: il conte, colpito dal carisma del santo, volle poi donargli il Monte della Verna.

E poi è d'obbligo ricordare il Duomo, la Pieve, il Palazzo Mediceo ora sede del Museo d'Arte Sacra, il centro storico e la Rocca: sono luoghi che raccontano una storia millenaria che precede l'arrivo di San Leo. Leone e Marino, cavatori dalmati in fuga dalle persecuzioni di Diocleziano, si rifugiarono su queste colline. Marino, che divenne santo, fu mandato dall'allora vescovo di Rimini San Gaudenzo sul monte Titano e oggi lo ricordiamo per la Repubblica di San Marino che sarebbe sorta in seguito. San Leo invece fu mandato a rifugiarsi sul Mons Feretri, la rupe su cui sorge appunto il paese di San Leo; dal nome della rupe prende il nome la regione storica del Montefeltro.

 

La terza tappa del Cammino verso La Verna

Questa tappa ci ha portato a Sant'Agata lungo un percorso dal carattere prevalentemente naturalistico, con il favoloso paesaggio dei calanchi della rocca di Maioletto, le ampie vedute sulla Valmarecchia tra pascoli e ginestre, fino a scollinare a Botticella e aprirsi al bellissimo panorama di questa parte della valle del Savio sormontata dalla Rocca Fregoso. Sant'Agata custodisce anche un centenario stupendo teatro, un monastero di Clarisse e un convento dei Frati Cappuccini dove abbiamo pernottato.

 

Nelle successive due tappe, da Sant'Agata a La Verna, la montagna con i suoi pascoli e i boschi dei crinali appenninici ci hanno definitivamente allontanato dalla riviera e dal mare, fino a ieri ancora visibili all'orizzonte. La strada si è fatta più impegnativa ma la bellezza dei luoghi attraversasti a cavallo tra Valmarecchia, Valle del Savio e Valtiberina ci ha sostenuto e accompagnato fino a quel meraviglioso luogo di pace che è il Santuario della Verna.

Cammino San Francesco Rimini La Verna

  

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